Ogni grande opera trasforma una porzione di territorio. Sapere quanta superficie è già artificiale è un dato di partenza utile per il confronto pubblico su un nuovo progetto.
L’indagine europea LUCAS sull’uso e la copertura del suolo stima che nel 2022 il suolo artificiale coprisse in Italia il 6,5% del territorio, circa 19.500 km². Nella media dell’Unione europea la quota è del 4,4%. L’Italia è 8ª su 27 Paesi.
L’Italia all’ottavo posto in Europa
Le quote più alte si registrano a Malta (25,9%), nei Paesi Bassi (13,0%) e in Belgio (12,0%); le più basse in Svezia, Lettonia ed Estonia (1,9% ciascuna).
Il suolo artificiale non coincide con gli edifici. In Italia gli edifici coprono 2,2 punti percentuali del territorio, mentre 4,1 punti sono superfici artificiali non edificate. Di queste, 2,3 punti sono elementi lineari come strade e ferrovie. Nella media UE i valori corrispondenti sono 1,3, 3,0 e 2,0 punti.
Molto territorio, poca superficie per abitante
Il quadro cambia se si guarda alla superficie per abitante. In Italia ci sono 331 m² di suolo artificiale per abitante, contro 406 nella media europea: solo Malta, Paesi Bassi e Slovacchia hanno valori più bassi.
Le due misure dicono cose diverse. La quota sul territorio indica quanto paesaggio è già trasformato; la superficie per abitante riflette anche la densità della popolazione e la forma degli insediamenti.
Le differenze tra le regioni
Dentro il Paese le distanze sono ampie. I valori più alti si registrano in Campania (11,1%), Veneto (10,5%) e Lombardia (9,6%); i più bassi nella Provincia autonoma di Bolzano (2,2%), in Valle d’Aosta (2,3%) e nella Provincia autonoma di Trento (2,6%). Tra la prima e l’ultima la quota varia di circa cinque volte. Le stime regionali hanno però un margine di errore più ampio di quelle nazionali, e regioni con valori vicini non vanno ordinate con troppa precisione.
Che cosa significa per il dibattito pubblico
Il consumo di suolo è uno degli effetti più visibili di un’opera e uno dei più difficili da invertire. Nel dibattito pubblico previsto dall’art. 40 del D.Lgs. 36/2023 e dall’Allegato I.6, il dossier di progetto e il confronto con il territorio sono l’occasione per rendere esplicito quanta superficie un intervento trasforma, in quale contesto e con quali alternative.
I dati europei offrono un riferimento comune, che non sostituisce le misure locali. Un’opera in una regione già molto artificializzata pone domande diverse da una in un territorio ancora prevalentemente naturale o agricolo.
Andrea Troisi