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9 Ottobre 2026

Investimenti pubblici per l’ambiente: l’Italia allo 0,19% del PIL, sopra la media UE dello 0,16%

Nel 2024 le amministrazioni pubbliche italiane hanno investito 4.163 milioni di euro nella protezione dell'ambiente, lo 0,19% del PIL contro lo 0,16% della media UE: l'Italia è 10ª su 27. Ma la composizione è diversa: a rifiuti e acque reflue va solo un quarto della spesa.

Depuratori, impianti di trattamento dei rifiuti, bonifiche, interventi sul paesaggio: sono opere che spesso arrivano al confronto pubblico cariche di preoccupazioni locali. Quanto investono le amministrazioni pubbliche italiane nella protezione dell’ambiente, e come si confrontano con il resto d’Europa?

Secondo i conti pubblici europei per funzione, nel 2024 le amministrazioni pubbliche italiane hanno realizzato investimenti fissi lordi per la protezione dell’ambiente pari a 4.163 milioni di euro, lo 0,19% del PIL. Nella media dell’Unione europea la quota è dello 0,16%. L’Italia è 10ª su 27 Paesi.

4,2 mld €investimenti pubblici per la protezione dell’ambiente, Italia 2024
0,19%del PIL (UE-27: 0,16%)
10ª su 27posizione dell’Italia nell’UE

Un confronto europeo molto disperso

In testa alla classifica ci sono i Paesi Bassi (0,35% del PIL), la Grecia (0,27%), il Lussemburgo e la Slovenia (0,25%). In coda la Finlandia (0,01%), l’Austria (0,02%) e la Lituania (0,03%). Anche la Germania resta sotto lo 0,1%.

Sul totale degli investimenti pubblici italiani, l’ambiente pesa il 5,3%, contro il 4,4% nella media UE.

Investimenti pubblici per la protezione dell’ambiente, 2024
investimenti fissi lordi delle amministrazioni pubbliche, % del PIL
ItaliaMedia UE-27Altri

Paesi Bassi0,35%Grecia0,27%Lussemburgo0,25%Slovenia0,25%Francia*0,24%Cechia0,23%Polonia0,23%Romania0,21%Croazia0,20%Italia0,19%Malta0,18%Spagna*0,17%Slovacchia*0,17%UE-270,16%Irlanda0,15%Svezia0,14%Estonia0,11%Belgio*0,10%Portogallo*0,09%Cipro0,09%Ungheria0,08%Bulgaria0,08%Germania*0,07%Lettonia0,06%Danimarca0,04%Lituania0,03%Austria0,02%Finlandia0,01%

Fonte: Eurostat, dataset gov_10a_exp e nama_10_gdp. Elaborazione: Andrea Troisi · Dibattito Pubblico · Troisi Ricerche. * Dato provvisorio.

Dal minimo del 2018 alla ripresa

Nel 2010 l’Italia investiva per l’ambiente lo 0,20% del PIL, in linea con la media europea. Negli anni successivi la quota è scesa fino allo 0,10% del 2018, quando gli investimenti si erano ridotti a 1.756 milioni. Da allora la spesa è più che raddoppiata e dal 2021 l’Italia si colloca sopra la media UE.

Investimenti pubblici per la protezione dell’ambiente, 2010-2024
investimenti fissi lordi delle amministrazioni pubbliche, % del PIL
ItaliaUE-27

0,00%0,05%0,10%0,15%0,20%0,25%201020122014201620182020202220240,20%0,10%0,19%0,16%0,14%

Fonte: Eurostat, dataset gov_10a_exp e nama_10_gdp. Elaborazione: Andrea Troisi · Dibattito Pubblico · Troisi Ricerche.

Dove vanno le risorse

La composizione è molto diversa da quella europea. In Italia la quota maggiore va alla protezione della biodiversità e del paesaggio (27,5%), seguita da ricerca e sviluppo (21,5%) e riduzione dell’inquinamento (19,9%). Rifiuti e acque reflue raccolgono il 15,1% e il 10,6%. Nella media UE, invece, le acque reflue assorbono il 41,9% e i rifiuti il 23,7%.

La differenza va letta con cautela: questi dati contano solo le amministrazioni pubbliche. In Italia una parte rilevante del servizio idrico e della gestione dei rifiuti è affidata a gestori e società che possono essere classificati fuori dal settore pubblico, e i loro investimenti in quel caso non compaiono qui.

Composizione degli investimenti pubblici per la protezione dell’ambiente, 2024
% del totale della funzione, per sottofunzione COFOG
ItaliaUE-27

0%10%20%30%40%15,123,7Rifiuti10,641,9Acque reflue19,97,9Riduzioneinquinamento27,511,1Biodiversitàe paesaggio21,510,5Ricerca esviluppo5,54,8Altro

Fonte: Eurostat, dataset gov_10a_exp. Elaborazione: Andrea Troisi · Dibattito Pubblico · Troisi Ricerche.

Che cosa significa per il dibattito pubblico

Gli impianti ambientali sono tra le opere più esposte alle contestazioni territoriali, anche quando servono a ridurre l’inquinamento. Il dibattito pubblico disciplinato dall’art. 40 del D.Lgs. 36/2023 e dall’Allegato I.6 si applica alle opere che rientrano nelle soglie e tipologie previste; per gli altri interventi le amministrazioni possono comunque promuovere forme di consultazione. Con investimenti in crescita, la capacità di spiegare perché un impianto serve, dove va collocato e con quali alternative diventa parte del progetto, non un passaggio accessorio.

Andrea Troisi