Un impianto di trattamento, un termovalorizzatore, una nuova vasca di discarica: le scelte sui rifiuti arrivano spesso al confronto con i territori. Prima di discutere dove e come, serve un dato di partenza: quanti rifiuti urbani finiscono ancora in discarica.
Secondo Eurostat, nel 2024 in Italia sono stati smaltiti in discarica 75 kg di rifiuti urbani per abitante. Nella media dell’Unione europea sono 106. Ogni italiano ha prodotto in media 500 kg di rifiuti urbani, contro 513 nella media UE.
Dodicesima su 26 Paesi
Tra i 26 Paesi con dati per il 2024 (manca la Romania), l’Italia è dodicesima partendo dal valore più basso. In Belgio (1 kg per abitante), Finlandia (2), Germania e Svezia (3) e Paesi Bassi (7) la discarica è quasi scomparsa. All’estremo opposto ci sono Cipro (456), Malta (448) e Grecia (428). Tra i grandi Paesi, la Francia è a 93 kg, la Polonia a 116 e la Spagna a 216, quest’ultima con un dato stimato.
Trent’anni di calo
Nel 1995 in Italia finivano in discarica 422 kg di rifiuti urbani per abitante, nella media UE 286. Il valore italiano è sceso quasi ogni anno: 251 kg nel 2010, 130 nel 2015, 75 nel 2024, il più basso della serie. Dal 2016 l’Italia è sotto la media europea in tutti gli anni con dato disponibile; per l’UE manca il 2023.
In rapporto ai rifiuti prodotti, la discarica vale in Italia il 15,0% (75 kg su 500), nella media UE il 20,7% (106 su 513). La direttiva (UE) 2018/850 chiede di scendere entro il 2035 al 10% o meno dei rifiuti urbani prodotti, con regole di calcolo proprie: il rapporto qui calcolato è solo indicativo.
Più riciclo, meno recupero di energia
Nel 2024 l’Italia ha avviato a riciclo, compresi compostaggio e digestione, 262 kg di rifiuti urbani per abitante, contro 253 nella media UE. È invece più bassa la quantità destinata a incenerimento e recupero di energia: 93 kg per abitante contro 135. In Danimarca sono 389 kg, in Belgio 302, in Germania 188.
Che cosa significa per il dibattito pubblico
Dove collocare un impianto, quale tecnologia scegliere, con quali impatti su aria, traffico e paesaggio: sono le domande che accompagnano le opere per la gestione dei rifiuti. Per le grandi opere, l’art. 40 del D.Lgs. 36/2023 e l’Allegato I.6 regolano il dibattito pubblico, la sede in cui alternative e impatti si discutono prima delle decisioni.
I numeri non dicono quale soluzione sia preferibile né spiegano da soli il calo. Mostrano però un Paese che è partito da valori molto più alti della media europea e oggi ricorre meno alla discarica, ricicla un po’ di più e recupera meno energia dai rifiuti: un quadro da mettere sul tavolo con dati chiari, prima di discutere di nuovi impianti.
Andrea Troisi