Non tutte le opere ferroviarie sono nuove linee. Una parte rilevante degli investimenti riguarda la tecnologia che governa la circolazione: il segnalamento. L’Unione europea ha scelto come standard comune l’ERTMS, il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario, che permette ai treni di circolare tra Paesi diversi senza cambiare apparati di bordo e aumenta la capacità e la sicurezza delle linee.
Eurostat misura la quota di linee attrezzate con l’ERTMS nelle sue due configurazioni principali: il livello 1, basato su apparati a terra lungo il binario, e il livello 2, basato sulla trasmissione radio. Nel 2025 in Italia il livello 2 copre il 5,9% delle linee, il livello 1 lo 0,8%.
Un’Europa ancora in cammino
Per il livello 2 l’Italia è 8ª su 24 Paesi con dato disponibile. In testa ci sono Danimarca (51,6%), Belgio (36,5%), Austria (15,1%); in dieci Paesi la quota è ancora nulla. La Germania si ferma al 3,0% e la Francia al 4,0%.
Il livello 1 è diffuso soprattutto in Lussemburgo, dove copre tutta la rete, in Belgio (53,8%) e in Slovenia (36,9%).
Il confronto tra i principali Paesi
Il grafico mette a confronto i due livelli per un gruppo di Paesi. Emergono strategie diverse: alcuni, come Lussemburgo e Slovenia, hanno puntato sul livello 1; altri, come Danimarca e Italia, soprattutto sul livello 2, che consente di ridurre gli apparati lungo i binari.
L’estensione dell’ERTMS alla rete esistente è un intervento diverso dalla costruzione di una nuova linea: non modifica il territorio, ma incide su capacità, puntualità e sicurezza. Anche per questi progetti, spesso poco visibili, informare i cittadini sui benefici attesi e sui disagi temporanei dei cantieri è parte di una buona comunicazione pubblica.