Dopo aver visto quanto investono le amministrazioni pubbliche e chi lo fa, resta la domanda più concreta: in cosa? Eurostat classifica la spesa pubblica per funzione secondo lo standard internazionale COFOG, che distingue dieci grandi aree: dai servizi generali alla difesa, dalla sanità all’istruzione.
Nel 2024 gli investimenti fissi lordi delle amministrazioni pubbliche italiane classificati per funzione ammontano a 78,3 miliardi di euro. La quota più ampia, il 37,0%, va agli affari economici: trasporti, energia, comunicazioni, agricoltura, industria. Nella media UE la stessa funzione assorbe il 34,1%.
Le differenze con l’Europa
Dopo gli affari economici vengono i servizi generali delle amministrazioni (15,9% in Italia, 17,0% nella UE) e la difesa, che in Italia pesa il 11,9% contro l’8,7% europeo. Le differenze più marcate a sfavore dell’Italia riguardano l’istruzione (7,7% contro 10,7%), le abitazioni e l’assetto del territorio (4,4% contro 6,3%) e la cultura e lo sport (4,4% contro 5,8%).
Ambiente (5,3% contro 4,4%) e sanità (7,2% contro 6,8%) pesano invece un po’ di più in Italia che nella media europea.
Perché interessa il dibattito pubblico
Le opere per cui il dibattito pubblico è obbligatorio, individuate dall’Allegato I.6 del D.Lgs. 36/2023, sono in larga parte grandi infrastrutture di trasporto e a rete, cioè interventi che ricadono soprattutto nella funzione affari economici. Con 29,0 miliardi investiti nel 2024 nella sola funzione affari economici, la platea di progetti potenzialmente interessati è ampia.
Allo stesso tempo, scuole, case, impianti sportivi e culturali sono le opere che i cittadini vivono più da vicino. Anche quando non sono soggette a dibattito pubblico obbligatorio, possono beneficiare di forme di consultazione, anche più semplici del dibattito pubblico, che le amministrazioni sono libere di promuovere.