La sicurezza è uno degli argomenti più ricorrenti nei dibattiti su strade, incroci, piste ciclabili e zone a traffico moderato. È anche uno di quelli su cui i dati possono aiutare di più a passare dalle impressioni ai fatti.
Nel 2024 in Italia sono morte in incidenti stradali 3.030 persone, pari a 5,1 ogni 100.000 abitanti. Nella media UE il tasso è di 4,4. L’Italia è 9ª su 27 Paesi per tasso più alto.
Un calo che si è fermato
Nel 2000 il tasso italiano era di 12,4 morti ogni 100.000 abitanti, praticamente uguale alla media europea (12,5). In dodici anni si è dimezzato. Dal 2013 il calo si è però quasi fermato, in Italia come in Europa: al netto del 2020, anno segnato dalle restrizioni alla mobilità, il dato italiano è rimasto tra 4,9 e 5,7.
L’Unione si è data l’obiettivo di dimezzare le vittime della strada tra il 2019 e il 2030. Rispetto al 2019, quando il tasso italiano era di 5,3, il 2024 segna un miglioramento limitato.
Il peso delle città
In Italia il 42,9% dei morti sulla strada perde la vita in area urbana, contro il 38,1% della media UE e percentuali più basse in Germania, Francia e Spagna. Sulle autostrade avviene una quota minore dei decessi, mentre la quota più ampia, in Italia come altrove, si registra sulle strade extraurbane.
Per le opere urbane questo dato è rilevante: interventi come la moderazione del traffico, gli attraversamenti protetti e la separazione dei flussi ciclabili incidono su una parte consistente delle vittime. Nel dibattito pubblico è utile chiedere che ogni progetto stradale o urbano indichi gli effetti attesi sulla sicurezza, con dati e non solo con valutazioni qualitative.