Tram, metropolitane, linee ferroviarie regionali, corsie preferenziali: molte opere discusse nei territori puntano a spostare persone dall’auto al trasporto collettivo. Ma quanto pesa oggi il trasporto collettivo negli spostamenti degli italiani?
Eurostat misura la quota di autobus, pullman, filobus e treni sul totale dei passeggeri-km del trasporto terrestre, che comprende anche le automobili. Nel 2024 in Italia la quota è stata del 16,7%, contro il 17,5% della media UE. L’Italia è 18ª su 27 Paesi.
Il treno sale, l’autobus scende
Il dato complessivo nasconde due andamenti opposti. La quota del treno in Italia è passata dal 6,3% del 2019 al 7,0% del 2024, il valore più alto della serie, pur restando sotto la media UE (8,9%). La quota di autobus e pullman è invece scesa dal 14,7% del 2012 al 9,7% del 2024, avvicinandosi alla media europea (8,6%).
Il 2020 e il 2021 mostrano il crollo dovuto alla pandemia, seguito dal recupero. Nel 2024 la quota complessiva italiana è scesa di oltre un punto rispetto al 2023, per effetto del calo del trasporto su gomma.
Le opere per il trasporto pubblico
Le opere di trasporto pubblico vengono spesso presentate con l’obiettivo di far crescere la quota di spostamenti collettivi. I dati ricordano che questa quota si muove lentamente: in vent’anni, in Italia come in Europa e al netto degli anni della pandemia, è rimasta tra il 16% e il 21% circa. Nel dibattito pubblico è utile chiedere quali ipotesi di domanda sostengono il progetto, quali servizi saranno effettivamente offerti e come verranno integrati con il resto della rete.